La vite nasce ancora prima di Roma (la data universalmente
accertata è il 753 a.C.) anche se allora le popolazioni si dedicavano
prevalentemente alla pastorizia. Al tempo di Romolo
e Remo il vino, oltre ad essere impiegato nelle offerte sacrificali, iniziò lentamente
ad essere apprezzato per il suo gusto e per il suo aroma. I Romani amavano particolarmente
i vini campani e quelli provenienti da Albalonga, gli attuali vini di Albano,
e molto poco quelli di propria produzione.
I vini più prelibati provenivano dalla Gallia e dalla Germania, ed in genere
venivano destinati alla popolazione ricca; una volta giunti nel porto di
Civitavecchia, dopo una breve sosta, venivano portati da capaci barconi
lungo il Tevere nei depositi del Portus vinarius,
che doveva essere ai piedi dell'Aventino.